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ARI AGNO CHIAMPO OSPITA MARTIN E GUIDO DI IQ3XL, A.R.C.L. Amateur Radio Club Ladinia

Category : Incontri in sezione

Un tempo per comunicare con la casa del vicino si poteva solo urlare fuori dalla finestra.

A un certo punto, all’inizio del ‘900, uno sconosciuto di nome Guglielmo inventa la radio.

I segnali morse iniziano a correre nell’etere e il 14 aprile 1912 fanno sì che il Titanic possa farsi sentire e così una nave che sta colando a picco nell’oceano e che nessuno avrebbe mai trovato, viene localizzata e vengono salvate un sacco di persone.

Nel 1927, un certo Ernesto Montù, capisce che un’invenzione così deve essere in mano a tutti e fonda la prima associazione di Radioamatori ed elegge Marconi Presidente Onorario. Grazie anche ai radioamatori, sull’etere, oltre ai segnali Morse, inizia a correre la voce. Le persone iniziano a parlarsi dai 4 angoli del mondo. È il primo social network della storia.

Grande crescita fino agli anni 80 del 900 e poi negli anni 90, arrivano i cellulari. La radio viene messa da parte e ha un periodo di declino che, in alcune zone, continua anche oggi.

MA NON DA NOI e ORA VI SPIEGHIAMO PERCHÈ

Noi di ariagnochiampo.com siamo rinati, abbiamo voluto farlo, stiamo crescendo e vogliamo aprirci al mondo. Per questo, invece di lamentarci del covid, il 19 febbraio scorso grazie a uno dei nostri associati, Alberto IZ3ZLG, persona abituata a fare public relations, abbiamo invitato nella nostra video-conferenza settimanale di Sezione, Guido IN3DPT e Martin IN3AKR, trentenni, due persone speciali, tanto umili quanto preparatissimi.

Chi sono? Giudicate voi:

parlano correntemente italiano, ladino, tedesco, inglese e forse anche qualche altra lingua. La prima apparecchiatura radio che hanno avuto è stato un sistema per intercettare e seguire i satelliti radioamatoriali per comunicare a migliaia di km di distanza utilizzando lo Spazio.

Quando non sanno che fare, collegano i continenti sfruttando la riflessione generata dalla “pancia degli aerei” che volano ogni giorno sopra la nostra testa. Insomma, forse, qualcosa di extra-ordinario ce l’hanno.

Anche loro hanno il problema del covid ma, invece di guardare la TV e lamentarsi ad ogni piè sospinto, hanno deciso che era il momento giusto per sperimentare in radio, il momento di fare… invece di guardare forse perché, come dice un vecchio proverbio, chi ha tempo, non aspetti tempo.

Grandi tecnici, sofisticati conoscitori dell’elettronica e dell’informatica e giovanissimi, Guido e Martin invece di tenere tutto per sé hanno, come agli albori della radio, condiviso con noi i loro segreti e le loro esperienze. Tutte, senza nulla celare.

Ci hanno fatto vedere cose straordinarie, antenne, apparecchiature radio autocostruite, un rifugio a 2500m di quota, un vero e proprio laboratorio riscaldato e attrezzato di tutto punto, da cui fanno esperimenti di qualsiasi tipo in campo radiantistico. Ci hanno pure invitato a visitarli.

Con loro abbiamo compreso che antenne installare oggi nelle nostre case e nella nostra Sezione. Abbiamo compreso che per arrivare distanti ed essere sentiti ancora più chiaramente, oggi ci vogliono apparecchiature diverse e specialmente antenne diverse da quelle che si utilizzavano solo 10-20 anni fa.

In due ore di conferenza online ci siamo ubriacati di tecnologia e di sistemi di comunicazione avanzatissimi, eppur auto-costruiti. Una cosa formidabile e raramente ripetibile.

Qualcuno potrebbe dire: e vabbè … e che serve tutto questo?

È esattamente quello che dicevano all’inizio del secolo scorso i detrattori della radio, quelli che hanno costretto Guglielmo Marconi ad andare a Londra a fare i suoi esperimenti, gli stessi esperimenti che poi hanno salvato tante persone sul Titanic.

Perciò perché facciamo questo? Perché vogliamo salvare qualcuno? No anzi, speriamo di non dover salvare nessuno. Innanzitutto è una passione e deve esserlo altrimenti come fai a fare bene una cosa che non sia una passione?

Ma c’è un’altra faccia della medaglia che, fortunatamente, qualche decennio fa ci è stata riconosciuta anche dallo Stato Italiano con la creazione della Protezione Civile e della Sezione dedicata ai Radioamatori.

Quando c’è un’emergenza, una seria emergenza, quando manca la luce, si spengono anche i telefoni cellulari e la TV, quando rimani al freddo senza poter chiamare nessuno se non urlando fuori dalla finestra come fino a poco più di un secolo fa, ecco che diventa buona l’esperienza dei radioamatori, gli unici che riescono a farsi sentire quando il gioco si fa duro e le comunicazioni ufficiali non ci sono più.

Speriamo sempre di non dover salvare persone come sul Titanic, speriamo sempre che la nostra passione sia solo passione. In realtà, un nostro Associato, Francesco IU3LWY, fortemente impegnato con la Protezione Civile provinciale, ci diceva qualche tempo fa:

non sembra ma, ultimamente, abbiamo un’emergenza più o meno seria ogni 2-3 anni”

Per cui GRAZIE a Martin IN3AKR e a Guido IN3DPT, GRAZIE per le informazioni che ci hanno trasferito gratuitamente e senza paura di essere copiati o superati perché, anche in virtù di queste, avremo presto in Sezione e anche a casa dei nostri associati, antenne migliori, apparecchiature migliori, uomini migliori e più preparati.

Tutto questo ci consentirà sì di divertirci di più, ma anche, nel momento dei bisogno, di essere più attivi, più pronti, più capaci di connettere anche la più lontana valle, magari isolata a causa dell’ennesima emergenza, dove una nonnina sola e attorniata da poche case disabitate, grazie all’intervento della Protezione Civile e di noi Radioamatori e Radioamatori della Protezione Civile, potrà continuare a fare la nonna.